18 febbraio 2012

Ancora, ahimè, sulla valutazione (il Luccio dell'Adige)

 

"Cara carpa,

c'è poco da fare: i riti come la valutazione se ne fanno un baffo della scienza e dell'esperienza e continuano imperterriti ad autocelebrarsi. Questa è la scuola. Prendere o lasciare. Se avesse potuto rinnovarsi avrebbe fatto tesoro di quelle voci che da un secolo a questa parte hanno cercato di liberarla dalle incrostazioni ideologiche e da quella somma di cattive abitudini che vengono chiamate tradizioni. Evidentemente non è nelle condizioni di riformarsi e così non solo conserva ma potenzia lo strumentario ritualistico. Ma, cara mia, ricorda che quando ci pare che si sia toccato il fondo arriva sempre qualcuno che comincia a scavare.

Senti un po' cosa hanno fatto i saggi in materia di valutazione. Come sai rivendicano la loro specialità ad ogni piè sospinto e, quindi, dovevano distinguersi anche qui. In ossequio a un'altra divinità che si chiama informatizzazione hanno pro(im)posto alle scuole un sistema di pagelle che gli insegnanti compilano direttamente sul computer (ti racconterò un giorno di come hanno trasformato questo mezzo in un fine).

Queste schede informatizzate avrebbero l'obiettivo, in sé lodevole, di limitare l'abnorme consumo di carta. Si dovrebbero quindi consultare esclusivamente on-line. Eh no, troppo facile, vengono stampate e fotocopiate!

Ma il massimo del surrealismo non è questo. Per redigere il profilo degli studenti gli insegnanti scelgono delle espressioni già formulate. Cioè dentro il programma hanno una lista di frasi fatte per ogni ambito di valutazione: comportamento, impegno, ordine, puntualità nei compiti, ecc. Con quattro-cinque clic incastrano tutta la complessità dello sviluppo intellettivo di un bambino in griglie. Sì, proprio griglie le hanno chiamate!!! Usano le griglie per i bambini! E sono gli stessi che accusavano noi, quando ingenuamente eravamo comunisti, di mangiare i bambini!

Certo i saggi dirigenti plurimasterizzati sanno già come controbattermi: gli insegnanti non sono obbligati a usare le griglie, potrebbero scriverli loro i profili. Vero, ma non lo fanno. Vero anche che potrebbero non adottare questa barbarie informatica. Ma in troppi lo fanno. Diventando in tal modo complici di quest'umiliazione della professione fondata sul presupposto che l'insegnante sia incapace di rendere in forma scritta le analisi del rapporto scuola-studente. Accettando simili affronti alla loro intelligenza e alla loro professionalità hanno un bel rivendicare riconoscimenti economici e sociali, è già troppo quello che ricevono.

griglia0708primVabbè, cara mia, è tanto per dire, in fondo a noi che ci importa? I nostri amici umani hanno Scuola Peio Viva e, come ben hai detto, le griglie le usano solo per i pic-nic. Voglio esserci anch'io, eh, alla festa di fine anno (a patto che il menù non preveda pesce d'acqua dolce...). Faremo un bel brindisi al primo anno di vita della scuola deburocratizzata. Un brindisi, l'ultimo, sarà anche per i saggi di Trento che hanno chiuso le scuole di montagna in una provincia interamente incastonata in territorio alpino. Come sempre mi ricordi, questa illogica politica ha creato i presupposti per l'esperimento degli amici pegaesi ed è quindi anche per loro che è viva Scuola Peio Viva"

 

Il tuo sempre devoto

Luccio dell'Adige