24 novembre 2011

Musica maestro! (la carpa di Chelm)

 

E laboratorio d'arte è, naturalmente, anche il far musica. Anche in questo caso Scuola Peio Viva deve impostare un'attività che sia basata sulla reale partecipazione dei bambini, su una pratica diretta della voce e di uno strumento musicale. Solo in questo modo si allena l'orecchio interno e si stimolano una quantità indefinita di processi neuronali che, dicono gli esperti, influiscono positivamente su un'ampia gamma di attività cerebrali. Il far musica andrebbe a favorire l'apprendimento linguistico: anche le lingue sono suoni organizzati, va da sé che un orecchio educato sappia cogliere meglio le strutture fonematiche. Il ritmo e le relazioni quantitative che si stabiliscono fra le note sembrano molto funzionali a diverse abilità matematiche. Il codice musicale, come tutti gli alfabeti, aiuta i processi di simbolizzazione.IMG_0416

Se queste positività della musica sono rilevate dalla ricerca nel campo delle neuroscienze (per noi carpe materie nebulose e solo in piccola parte comprensibili) c'è un potere della musica che tutti conoscono e che nessuno si sognerebbe di negare: cantare e suonare fa il sangue buono, rilassa e predispone un animo sereno. Queste condizioni hanno effetti determinanti sulla socialità e la spiritualità ed è per questo che non esiste una comunità umana priva di musica. Questa è anche un potente un ansiolitico, esorcizza la paura. Come dimenticare le immagini dei bambini di quella scuola giapponese che, intrappolati sul tetto della scuola dall'apocalisse tsunami, attendono i soccorsi per ore cantando con il loro maestro. Basterebbe questo a fare di quest'arte un momento irrinunciabile dell'educazione e di conseguenza della vita scolastica. Fin dalla scuola dell'infanzia.

Le terre bagnate dall'Adige hanno certo molti saggi della stirpe di Gronam. Ma in passato hanno avuto anche cinque o sei saggi che non hanno mai pensato di separare politica e intelligenza. Anzi, prima veniva la seconda. Uno di questi si chiamava Andrea Mascagni, musicista assieme a tante altre nobili cose. Dedicò tutta la vita anche alla sensibilizzazione del mondo della scuola verso la musica. Da senatore promosse diverse leggi a questo fine. Se avete il mio vizio, andatevi a leggere il suo libro Scritti sulla musica e scoprirete l'eccezionalità di questa figura.

Mascagni, per l'appunto, insisteva sull'importanza di un avvicinamento precoce alla musica: "A cinque, a sei anni s'ha da cominciare, ma con metodo, intelligenza, sensibilità. P1040212Mi pare fosse Kodàly, che di questi problemi aveva fatto lo scopo della propria esistenza musicale, a dire non certo paradossalmente, che talvolta a 4 anni è troppo tardi per educare l'orecchio musicale."

Se gli altri laboratori sono in parte un'incognita, organizzare questo è relativamente facile.

Il salmerino dell'alto Noce non ha dubbi perché ha sentito con le sue orecchie come gli stessi bambini facevano musica negli anni scorsi nella Scuola Peio Morta. Basta riprendere quell'attività a Scuola Peio Viva. Il salmerino, come sempre, ha ragione: sentite qui

Insomma, la musica è semplicemente necessaria. Alla crescita, all'intelligenza, alla vita. E chi lo nega? Nessuno.

Anche i saggi della PAT (Polenta Archistar Telecabine) se ne sono accorti e un mese fa hanno dedicato un mega convegno nazionale all'importanza della musica nella scuola e ai modi di ampliarne l'insegnamento. Un mio amico luccio che vive nell'Adige, dalle parti del ponte di S. Lorenzo, mi ha scritto che è stato un evento coi fiocchi. Assessori, dirigenti ministeriali e provinciali, professori universitari e di Conservatorio. Perfino un ex ministro dell'istruzione in collegamento video da Strasburgo. Relazioni, appelli, dibattiti, buffet. Musica garantita a tutti.

Ho subito telegrafato al salmerino per prenotare un posto al concerto del coro della scuola che c'è da quelle parti.P1030484

Mi ha risposto a stretto giro di posta: "Fino all'anno scorso in queste scuole si facevano due ore di musica alla settimana, da quest'anno cinquanta minuti. Un bel progresso, non c'è che dire. E con un simile training i bambini, alla fine della prima media dovrebbero: improvvisare, rielaborare, comporre brani vocali e/o strumentali, utilizzando sia strutture aperte, sia semplici schemi ritmico-melodici, integrando altre forme artistiche quali danza, teatro, arti plastiche e multimedialità. Non sto parodiando cara carpa, è testualmente una competenza fissata nei piani di studio provinciali. Nemmeno certi diplomati del Conservatorio sono padroni di abilità simili.

E poi il luccio non ha colto il leit motiv del super convegno: non ci sono più soldi. Quindi niente musici insegnanti, niente potenziamento degli orari, niente strumenti musicali. Nada de nada. Si trovano un bel po' di soldi solo per organizzare i convegni come questo, necessario a comunicare che non ci sono risorse.

Mala tempora, carpa mia, mala tempora."

Sulle prime sono rimasta di sasso. Poi mi si è accesa una lampadina nel cervello. Ma certo! E' naturale! Hanno agito ancora con la consulenza di Gronam Bue! Perseverano con la politica della panna acida!

E allora cantate con me sull'aria dell'Inno alla Gioia dalla nona di Beethoven: Vi-va Scuo-la Pe-io Vi-va vi-va scuo-la Pe-io Vi-va, là là là là...

La carpa di Chelm