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10 novembre 2011
La strega sulle nostre montagne (Nicola, Lisa e Omar)
Una strega viveva due secoli fa al Tonale. La sera scendeva a malga Verniana, un posto sopra il paese di Vermiglio dove ora ci sono pascoli, boschi di larici e abeti e questo posto lo circondano alte montagne fra cui c'è anche la stupenda Presanella. Là la strega si fermava per raccogliere erbe medicinali: achillea mille foglie, polipodio, ortica, stella alpina, margherita, camomilla, carota selvatica, malva, timo, pigne di pino, rosa canina, crespino e denti di leone. Le piaceva particolarmente l'ortica che usava per cucirsi mantelli e altri indumenti. La usava anche per cucinare pietanze e pozioni per fare parlare certi animali: il gufo, la rana, il topo, gli uccelli,i pesci e gli scoiattoli. Come a tutte le streghe per bene anche a lei capitarono diverse strane avventure. Molte volte la strega Rosetta lasciava i suoi animali alla stalla di Verniana. Lei invece andava in giro per le diverse frazioni del paese per cercare qualche sagra.
Voi vi domanderete cosa ci fa una strega a una sagra. Lei con la sagra centrava eccome perché vivendo nel bosco era molto brava ad arrampicare su alberi e rocce. E così andava sull'albero della cuccagna e vinceva: prosciutti, salami, mortadelle, formaggio, pani di segala eccetera.
La nostra strega, come tutti, si era trovata un fidanzato che si chiamava Giuseppe. Era un omino basso che usava come mezzo di trasporto una vespa giallo canarino. Con questa la sera scendeva a prendere la Rosetta e la portava a ballare. Quando tornavano troppo tardi dal ballo lui si fermava a dormire da lei. Non avvisava però la sua mamma che preoccupata scendeva dal Tonale. Vedendo la vespa gialla parcheggiata davanti al maso sveniva con le mani nei capelli. Come sapete la strega parlava con gli animali. A un gufo chiese se gli regalava un albero perché il gufo era il proprietario degli alberi.
Il gufo parlante le disse: "Certo un albero te lo darò."
"Quale?" gli disse la strega.
Il gufo gli rispose: "Quello che vuoi."
La strega scelse un albero e disse:
"Questo posso?"
"No".
"Ma come! Mi hai detto che potevo scegliere quello che volevo!" gridò la strega e già gli stava facendo una magia per trasformarlo in cacca.
"Mi è venuto in mente che arriveranno altri gufi miei amici. E' meglio che tenga gli alberi per loro" spiegò il gufo.
La strega si calmò.
"Ma sì, hai ragione. Tenete voi gli alberi, io penserò alle erbe."
Un'altra volta la strega passò davanti a una malga abbandonata ed incuriosita ci entrò. Si prese un gran spavento perché un uomo gli si stava avvicinando a lunghi passi. Non lo poteva riconoscere perché non si vedeva niente. L'uomo era seguito da cento omini fatti di pigne. La strega fu molto incuriosita da questi piccoli omini. Comprese che quell'uomo li aveva creati con le sue mani. Certamente questa era una magia. Anche la strega la voleva fare. E così la strega e l'uomo diventarono amici. L'uomo svelò alla strega il segreto della magia. Ma noi non lo sappiamo perché la strega non l'ha detto a nessuno.
Nicola, Lisa e Omar
