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13 ottobre 2011
Taci, maestro! (la carpa di Chelm)
Il grandissimo Isaac Bashevis Singer non ha magistralmente raccontato solo la mia avventura. Nelle sue Storie per bambini narra diverse volte di Chelm e degli illuminati provvedimenti adottati dai sette saggi anziani che la governano. Questi rispondono al nome di Gronam Bue, il presidente, Tonto Lekisch, Zeinvel Gnegnè, Treitel Sciocco, Sender Ciuco, Schmendrick Testamatta e Feivel Cocciadura.
La parola al premio Nobel yiddish:
"... gli anziani si riunirono a casa di Gronam. L'argomento di discussione era l'arrivo di Shevuoth, una festa in cui c'è bisogno di tanta panna acida da mangiare coi biscotti. Quell'anno la panna acida scarseggiava, perché la primavera era stata particolarmente secca e le mucche avevano dato poco latte. Gli anziani si tiravano le barbe e si toccavano la fronte segno che i loro cervelli erano al lavoro. Ma a nessuno veniva in mente come procurarsi abbastanza panna acida per la festa.
D'improvviso Gronam batté un pugno sul tavolo e gridò:- Ci sono!
- Cosa?
- Facciamo una legge che ordina di chiamare l'acqua panna acida e la panna acida, acqua. Dato che c'è acqua in abbondanza nei pozzi di Chelm, ogni donna avrà un secchio pieno di panna acida.
- Che idea meravigliosa – gridò Sender Ciuco.
- Un grande colpo di genio – urlò Zeinvel Gnegnè.
- Solo Gronam Bue poteva decidere una cosa così brillante – proclamò Tonto Lekisch.
Treitel Sciocco, Schmendrick Testamatta e Feivel Cocciadura furono tutti d'accordo. Feivel Cocciadura, lo scriba della comunità, prese una penna e una pergamena e si mise a scrivere la nuova legge. Da quel giorno l'acqua doveva essere chiamata panna acida e la panna acida acqua."
Ora, non so quanto la prassi legislativa dei saggi di Chelm abbia fatto scuola nel mondo, fatto sta che sono venuta a sapere dai miei amici di Scuola Peio Viva che lì vicino a loro hanno costruito un nuovo edificio scolastico. Ci è voluto un bel po' di tempo per trovare il sito su cui costruire la scuola. Non ci si raccapezzava. In montagna non c'è molto spazio adatto a grandi strutture. Alla fine si è scelto un posto dove nessuno ha mai costruito causa il rischio valanghe. Molte sono le cronache e le testimonianze che ricordano eventi valanghivi.
I miei amici si sono naturalmente chiesti perché i saggi che governano la loro provincia hanno edificato una scuola, bellissima e superaccessoriata, in un luogo a rischio valanghe.
Nessuno farebbe una scuola in un luogo a pericolo valanghe. Sapete com'è successo? Hanno usato Gronam come consulente! Che, appunto, li ha consigliati di scrivere una legge nella quale si stabilisse che le valanghe da quel giorno si chiamassero sicurezza.
Un vecchio maestro del luogo si era permesso di far notare la stranezza della cosa, aggiungendo anche osservazioni sull'inadeguatezza di certi spazi della nuova struttura. I saggi gli avevano risposto come quell'ufficiale dell'esercito italiano che nel 1916, poco distante dalla Val di Peio, aveva accampato diverse decine di lavoratori militarizzati all'imbocco di una valle puntualmente colpita da valanghe.
Un pastore del luogo gli fece notare la pericolosità della scelta. L'ufficiale zittì stizzosamente il pastore con uno sprezzante:- Taci, capraio!
Tu fai il maestro che ai progetti pensiamo noi! Taci, maestro! Ci può essere appellativo più derisorio?
Vabbè, speriamo non finisca come nel 1916. Intanto viva Scuola Peio Viva.
La carpa di Chelm
